Scrivere in cuneiforme

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tre stili
Fig. 1: Tre esempi di stili capaci di imprimere cunei (i cerchi rossi indicano i rispettivi spigoli usati)

Sul filo del cuneo

Scrivere in cuneiforme è molto più facile di quanto ci si possa immaginare… ed è pure divertente! In Mesopotamia, gli scribi imparavano a scrivere già quando erano bambini, quindi non c’è tempo da perdere…

Tutto ciò che ci serve per scrivere in cuneiforme è dell’argilla (o analogo materiale malleabile) e uno stilo dotato di uno spigolo vivo – a rigore un “cono poliedrico”, dove la configurazione geometrica dello spigolo determinerà l’ampiezza dei cunei, vedi fig. 1.

Un banale bastoncino di quelli a sezione quadrata, comunemente usati per mangiare in Asia, è capace di produrre bellissimi cunei :) Se però si vuole lavorare davvero come un antico scriba, usando il tipo di stilo che era normalmente usato in Mesopotamia, allora bisognerà procurarsi una canna del tipo adatto e tagliarla nella maniera appropriata.

giant reed close-up of a wedge
Fig. 2: Canna comune (Arundo donax) [Wikimedia Commons]

Fig. 3: Un tipico cuneo risultante da uno stilo di canna: la faccia destra è liscia e leggermente concava, mentre quella sinistra è piatta e mostra tracce di fibre vegetali.

Due specie di canna erano comuni in Mesopotamia: Phragmites australis (che popolava le aree paludose che ancora esistono nel sud dell’Iraq), e Arundo donax (canna comune, fig. 2). Di queste, solo la seconda è adatta a fare uno stilo. La canna comune è originaria del bacino mediterraneo ed è naturalizzata nelle regioni temperate, subtropicali e tropicali. Se quindi ci si trova in un paese come la Turchia, l’Iraq, l’Italia o nelle Americhe, trovare della canna comune non sarà difficile. Altrimenti, ci si può rivolgere all’orto botanico della propria città, oppure usare del bambù, che però è molto più duro e quindi difficile da tagliare.

Osservando da vicino le tavolette cuneiformi, si nota che gli scribi maneggiavano lo stilo in modo che la superficie esterna della canna, liscia e impermeabile, producesse la faccia destra del cuneo – che per questo risulta liscia e leggermente concava – mentre i lati dello stilo corrispondenti alla parte interna della canna danno origine alla faccia sinistra e alla “testa” del cuneo, che per questo risultano piatte e mostrano tracce di fibre (fig. 3). La ragione di ciò era forse la volontà di massimizzare l’uso della superficie esterna della canna, che, essendo liscia e impermeabile, non tendeva a restare attaccata all’argilla: la faccia destra dei cunei, imfatti, è quella più ampia.

In Mesopotamia non c’era un solo modo “giusto” di tagliare la canna per ottenere uno stilo, ma piuttosto una pluralità di metodi. Va notato però che non tutti gli spigoli di uno stilo sono uguali: gli scribi usavano solo certi spigoli per produrre i cunei (fig. 4).

L’aspetto cruciale da considerare è che lo stilo andrà impresso nell’argilla morbida in modo che il suo lato liscio e curvo produca la faccia destra dei cunei (fig. 5). L’ampiezza dell’angolo dello spigolo determinerà l’ampiezza (o “angolo di apertura”) del cuneo. Non ci sono angoli “giusti” o “sbagliati”, visto che quest’angolo varia di ampiezza a seconda dei vari periodi e tradizioni scribali.

wedge and stylus writing hand
Fig. 4 (a sinistra): Due modi di tagliare uno stilo di canna. Gli scribi mesopotamici usavano solo certi spigoli dello stilo per scrivere (qui evidenziati dai cerchi rossi), ovvero quelli che permettevano di usare la parete esterna e impermeabile della canna per produrre la faccia destra dei cunei.

Fig. 5 (a destra): Rappresentazione schematica di come tenere in mano uno stilo di canna.

All you need is clay ♫

Formare una tavoletta d’argilla è un po’ come fare la pasta della pizza – meglio di tutto, si segua questa ricetta sumerica antica 4000 anni:

“Vieni, presto, prendi l’argilla, impastala, stendila, fanne una palla, forma la tavoletta!”
school tablet
Fig. 6: Una tavoletta di uno scolaro antico-babilonese con un proverbio sumero a calcoli matematici (UET 6, 0298; CDLI no. P254880). Collezioni di proverbi e matematica rappresentavano parti importanti della formazione di uno scriba.

A volte, l’esame della struttura interna di una tavoletta rivela un processo complesso che consiste nel piegare e arrotolare ripetutamente più strati di argilla, un po’ come per la preparazione della pasta sfoglia. La qualità dell’argilla che veniva utilizzata per le tavolette era variabile, a seconda della materia prima disponibile, del modo in cui veniva lavorata, e anche del genere di testo da scrivere – le tavolette di natura effimera sono spesso fatte con argilla grezza, mentre argilla più fine veniva usata, ad esempio, per quelle destinate alle biblioteche reali. Anche la forma delle tavolette variava molto, a seconda del genere e della tradizione scribale. Di solito, gli scolari formavano piccole tavolette a forma di lenticchia (le cosiddette Linsentafel), che possono essere tenute nel palmo della mano e sono molto adatte per fare esercizio di scrittura (fig. 6).

Infine, si inizia a scrivere: si tratta semplicemente di imprimere lo spigolo dello stilo nell’argilla morbida. I segni consistono in combinazioni di cunei e ogni cuneo è ottenuto attraverso una singola impressione dello stilo.

Ci sono tre tipi fondamentali di cuneo: il cuneo verticale, il cuneo orizzontale, e il cuneo obliquo; il cosiddetto Winkelhaken può essere considerato come la “testa” di un cuneo obliquo. Per passare da un tipo di cuneo all’altro basta variare l’orientamento dello stilo rispetto alla tavoletta e l’inclinazione con cui esso viene impresso nell’argilla. Lo spigolo principale dello stilo, cioè quello “lungo”, dovrà sempre essere quello che produce l’asse principale del cuneo – quindi, per esempio, per passare da un cuneo verticale a un orizzontale basta ruotare lo stilo di 90° e vice versa.

Il modo migliore per esercitarsi a scrivere in cuneiforme è fare come gli scribi antichi: per prima cosa imprimere delle serie di cunei verticali, poi di orizzontali, poi di obliqui e Winkelhaken, e solo dopo iniziare a cimentarsi coi segni veri e propri.

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Fig. 7: Una lista di segni-base, organizzata secondo l’alfabeto arabo (per scaricare il PDF clicca qui).

Chi non è abituato alla complessità dei sillabari assiriologici (che contano fino a migliaia di segni) troverà utile consultare tabelle con una scelta di segni-base, organizzate secondo gli alfabeti moderni (fig. 7). Due tabelle organizzate secondo l’alfabeto latino e quello arabo possono essere scaricate qui; altre sono disponibili p.es. a questa pagina internet (a cura di C. Michel) oppure alle pagine 102-103 del libro Cuneiform di I. Finkel & J. Taylor.

Belle introduzioni e tutorials sulla scrittura cuneiforme si trovano anche su YouTube – per esempio “Irving Finkel Teaches Us Cuneiform” (con Irving Finkel, curatore della collezione di tavolette cuneiformi del British Museum) e “Scribes in Mesopotamia” di Theo van den Hout dell’Oriental Institute di Chicago.

Con un po’ di esercizio, sarete in grado di produrre bellissimi… fakes, come dimostra in modo eccellente l’opera di Jeremiah Peterson, “calligrafo ceramico”, e molti altri (fig. 8).

“Irving Finkel Teaches Us Cuneiform” e “Scribes in Mesopotamia” con Theo van den Hout
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A sinistra: Joachim Marzahn, già curatore della collezione di tavolette cuneiformi del Vorderasiatisches Museum di Berlino, mentre scrive in cuneiforme su una Linsentafel (tratto dal film “Am Anfang war der Keil”, © Freie Universität Berlin). A destra: tavolette cuneiformi preparate da Jeremiah Peterson, “calligrafo ceramico” (in vendita su Etsy.com).

… Enjoy!

Per approfondire